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Cura delle Relazioni – Gli Incontri di Sant'Antonino

RITRATTO DELL’ARTISTA

ANTONELLA GAUDENZI SGARAVATTI

Nata e cresciuta a Modena, compie studi di architettura a Venezia. Appassionata d’arte, per merito e tradizione, dipinge da sempre. Comincia a farsi apprezzare inserendo opere pittoriche all’interno di lavori di arredamento di interni.

Trasferitasi con la famiglia in Liguria, un’importante galleria d’arte di Genova allestisce la sua prima personale.

Successivamente apre un negozio d’arte dove espone le sue opere che vengono accolte con molto interesse.

Negli anni seguenti partecipa a mostre nell’ambito delle manifestazioni culturali del Tigullio e collabora con un atelier d’arte a Santa Margherita Ligure.

Alcune tragedie familiari la tengono lontana dalle tele per vari anni durante i quali scrive poesie e un libro di memorie.

Nel corso di questo periodo tormentato la sua arte muta: pittura, poesia e scrittura si fondono tra loro come voci indistinte che raccontano stati d’animo, emozioni, turbamenti. Poi le voci di dolore si attenuano ed è a questo punto che al colore è permesso di fluire sulla tela. Ne scaturiscono opere in cui la sofferenza, per un comprensibile sentimento di pudore, è tenuta nascosta o viene rievocata in maniera prorompente l’emergere di una ferma volontà di guardare avanti.

Nelle sue opere, a seconda del periodo in cui sono state realizzate, si avvertono echi sia impressionistici che espressionistici, reinterpretati però secondo uno stile informale, da sempre tratto distintivo dell’artista.


Born and lived in Modena, she performed architectural studies in Venice where there was involved in the magic atmosphere of Art whose she was fond, both for tradition or personal talent.

She went on painting all the time being appreciated.
Working as interior decorator could propose her pictures to her clients and so increase her value.

Some years later her family moved to Genova, a new location and, following, to S. Margherita where exposed with success, her paintings.

Then she opened a store in Rapallo, where supplied with different art creations, pictures, tapestry, furniture all hand made. Collaborated with an interesting atelier in S. Margherita.

Some tragic events kept her far from every creative impulse but was able to write poetry and a biographic book.

During this troubled period of time her art stile often changed. Poetry, picture combine in a person as mixed voice telling mood, emotion and trouble.

Then the sad moments faded and the new colours came out, free and allowed to pervade the canvas.

Coming up, when troubles were set apart, in shadow, gave her a strong reason to go on. So you can feel, in this time, echoes of impressionism and, following, expressionism revised by the distinctive sign of the artist.


COME NE PARLA LA CRITICA

Italiano:
È un naturalismo “ultimo” per usare un termine caro a Francesco Arcangeli, quello che pervade i paesaggi a tratti corposi di pittura, a tratti evanescenti e annebbiati di Antonella Gaudenzi Sgaravatti.

Il riferimento al paesaggio reale appare filtrato da un diagramma cromatico che dissolve l’immagine, rendendola trasfigurata.

Penso ai lontani riferimenti della pittura preromantica inglese, alla Turner, per intenderci, in cui la pittura dissolta in luminose atmosfere dorate prefigura la corrente novecentesca dell’informale.

Proprio in questi dipinti, nei più riusciti, l’autrice sembra progressivamente avvicinarsi al linguaggio informale, quando l’immagine del paesaggio perde i suoi contorni reali e la pittura si libera da richiami di natura descrittiva.

Pietro Lenzini*


Inglese:
It naturalism “last” to use a term dear to Francesco Arcangeli, that pervades the landscapes sometimes bodied painting, sometimes fleeting and clouded by Antonella Gaudenzi Sgaravatti.

The reference to the real landscape seems filtered by a chromatic diagram which dissolves the image, making it transfigured.

I think of the distant references painting pre-Romantic English, to Turner, for instance, where the painting dissolved in bright golden atmosphere foreshadows the current informal twentieth century.

In these paintings, the most successful, the author seems to gradually approach the informal language, when the image of the landscape loses its contours and the real painting is free from recalls of descriptive nature.

Pietro Lenzini*


Nota biografica:
Nato nel 1942 a Bondeno (Fe), Pietro Lenzini è pittore, incisore e scenografo. Docente di Scenotecnica presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha collaborato come scenografo col Teatro Comunale di Bologna ed ha realizzato importanti opere pittoriche e scultoree per numerosi edifici di culto. Ha partecipato a significative mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Suoi lavori si trovano in varie collezioni pubbliche e private. Vive e opera a Faenza.

Born in 1942 in Bondeno (Fe), Pietro Lenzini is a painter, engraver and designer. Professor of Stagecraft at the Academy of Fine Arts in Bologna, has worked as a set designer with the Teatro Comunale of Bologna and made important paintings and sculptures for numerous places of worship. He has participated in significant group and solo exhibitions in Italy and abroad. His works are found in various public and private collections. Lives and works in Faenza.

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